Gazzetta dello Sport
September 22, 2026

È l’unico calciatore di Serie D convocato in questa finestra dalla propria Nazionale maggiore. Ma per capire come Faisal Bagal sia arrivato fin qui bisogna tornare indietro, a quando il sogno del calcio lo ha portato dai 40 gradi del Mozambico al freddo di Bergamo.
È proprio nel settore giovanile dell’Atalanta che comincia la sua storia: otto anni in nerazzurro, fino al 2014, quando arriva il passaggio in prima squadra e con lui l’inizio di un lungo viaggio nel calcio dei grandi. Da lì Bagal gira l’Italia, passando per Serie C e Serie D con Ascoli, Tuttocuoio, San Marino, Luparense, Mestre, Alcione Milano, Scanzorosciate e Caravaggio.
Oggi è alla Turris, ancora in quarta serie. Una strada tutt’altro che lineare, ma percorsa senza mai perdere di vista l’obiettivo. Anche quando, nel 2017, rimane senza squadra. "Io non ho mai mollato. Ho sempre creduto nelle mie potenzialità, anche quando molti mi dicevano di trovare un altro lavoro perché non aveva più senso".

La risposta arriva dal campo e porta fino al Mozambico. Dopo la convocazione nell’Under 20, il 13 ottobre 2023 trova il primo gol con la selezione africana, firmando il momentaneo 1-0 nell’amichevole contro l’Angola, poi terminata 1-1.
Nel 2025 arriva la chiamata più importante, quella per la Coppa d’Africa: contro il Gabon segna il gol storico dell’1-0 nel successo per 3-2, prima importante vittoria del Mozambico nella competizione. Il torneo si chiude agli ottavi, miglior risultato di sempre per la Nazionale.
Una festa che, però, per lui dura poco: viene sorteggiato per l'antidoping e non può nemmeno celebrare la vittoria con i compagni. Nel frattempo, anche il capitolo Atalanta conserva ricordi speciali: lo scudetto Berretti con Beppe Bergomi in panchina e il Torneo di Viareggio con la Primavera, dove due rigori sbagliati gli negano il titolo di capocannoniere.
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Ora c’è un altro capitolo da scrivere. Il Mozambico affronterà il Senegal il 25 settembre e il Sudan il 29 per le qualificazioni della Coppa d'Africa. Bagal ci sarà, con la maglia della nazionale e quella testarda convinzione che accompagna da sempre il suo percorso. In fondo, come diceva il suo idolo Kobe Bryant: "Credi sempre in te stesso perché nessuno lo farà per te".
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