Gazzetta dello Sport
October 6, 2026

Scoppia un altro caso per la Fifa di Gianni Infantino. Secondo il New York Times il portiere della Repubblica Democratica del Congo, Lionel Mpasi, nato in Francia e in porta nella Under 16 e 17 transalpina in 12 partite, non avrebbe avuto i documenti in regola per difendere i pali della selezione congolese, che poi è stata tra le rivelazioni del Mondiale fino ad arrivare ai sedicesimi con lo stesso Mpasi assoluto protagonista e strepitoso nel match perso per 2-1 con l'Inghilterra.

Ancor prima dei Mondiali, secondo i documenti del New York Times, la Federcalcio nigeriana (ko nello scontro diretto) aveva presentato un esposto sostenendo che la Federazione congolese non aveva completato la documentazione ufficiale necessaria per il cambio di nazionalità sportiva del portiere. E un funzionario della Fifa non coinvolto direttamente nel caso ha confermato l'autenticità dei documenti dell’inchiesta, mentre il presidente della Federcalcio nigeriana, Ibrahim Musa Gusau, costretto a dimettersi dopo il ko con l’RD Congo e la mancata qualificazione al Mondiale, ha fatto sapere "di essere stato informato del rigetto del reclamo per motivi tecnici, ma di non aver ricevuto comunicazioni in merito all'accertamento sull'idoneità del portiere".
La Concacaf ha fatto sapere che indagherà: “Qualsiasi pratica relativa all'idoneità dei giocatori, in particolare quelle che potrebbero compromettere l'integrità di una competizione o gli interessi di una delle nostre federazioni affiliate, deve essere esaminata e affrontata in modo approfondito”.
Secondo il NY Times la Federcalcio mondiale non ha smentito le indiscrezioni, limitandosi a dichiarare di aver archiviato il caso per una questione di natura tecnica, aggiungendo, con una mail di risposta, che la decisione era stata presa da una delle “commissioni che sono autonome e decidono sulla base dei regolamenti applicabili e dei fatti specifici loro sottoposti”. Sempre la Fifa avrebbe affermato che Infantino non ha avuto alcun ruolo in tali decisioni.
Secondo il quotidiano statunitense «i documenti mostrano che i funzionari della Fifa avevano elaborato diverse opzioni: assegnare la vittoria a tavolino alla Nigeria, imporre sanzioni pecuniarie, sostituire la Repubblica Democratica del Congo con la Nigeria nello spareggio contro la Giamaica, oppure non intraprendere alcuna azione ritenendo che la Nigeria avesse presentato il reclamo in ritardo”.
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