Gazzetta dello Sport
October 13, 2026


La prima di Champions League in casa dopo sette anni. Ma anche il ritorno di Mourinho e la sfida a un Real Madrid con tanti problemi ma che resta una corazzata incredibile. Gian Piero Gasperini, però, appare fiducioso e non intende di certo snaturare il gioco della sua Roma alla vigilia del big match dell'Olimpico.
"Per noi è un buon momento e abbiamo voglia di misurarci con una delle squadre migliori d’Europa. Il Real forse ha bisogno di un po’ rodaggio avendo cambiato allenatore e modo di giocare. Ricordiamoci che ha battuto l’Inter però. Sarà una gara di prestigio e che vale tanto anche per la classifica ma siamo pronti", esordisce il tecnico.

Il tecnico evita paragoni scomodi ma ammette che la Roma non cambierà il suo atteggiamento. "Non dobbiamo paragonarci al Real Madrid come squadra, ma sul campo dovremmo misurarci alla pari - ammette Gasp -.Abbiamo giocato bene con Inter e Como che sono le squadre più forti in Italia, ora vogliamo vedere quanto possiamo essere competitivi in Europa. Più attenti in difesa? A Como siamo stati costretti, ma il nostro atteggiamento usuale ci ha permesso di ottenere grandi risultati. Chiaro che conosco il valore offensivo del Real Madrid, spesso gli basta poco per creare azioni pericolose. Ma non credo proprio che la Roma debba snaturare le sue caratteristiche, saremo coerenti".
L’obiettivo finale è quello di fare meglio dell’Atalanta: "Ci vogliono tante componenti. L’Atalanta ha scalato tante posizioni in quegli anni per arrivare a giocarsi un quarto di Champions. Oggi è difficile per tutte le italiane arrivare a giocarsi qualcosa in più. Non possiamo certo lanciare proclami sulla Champions, l’obiettivo è far crescere il proprio orticello per bene per questo percorso che resta lungo".
Inevitabile non parlare del ritorno di Mourinho all’Olimpico. "Giusto che venga applaudito dai tifosi. Nei confronti di Mou c’è stato un amore importante e merita tutto il riconoscimento che gli tributeranno. Parliamo di uno dei più vincenti in assoluto. Sono anche convinto però che una volta iniziata la partita si penserà a tifare solo la Roma".
Anche perché Gasp difende fortemente il paragone con la Roma di Mourinho: "Parliamo di due squadre diverse, quella di José era una squadra con una nuova proprietà e c’era grande entusiasmo. La mia però è una squadra che sta crescendo e che è molto tosta. Noi siamo andati in Champions e questo a volte viene dimenticato. I trofei sono importanti, ma questa competizione dà risorse economiche per migliorarsi sempre di più. Se potessi rubare qualcosa a Mourinho come allenatore? L’empatia con la quale riesce a convincere le proprietà a farsi comprare campioni incredibili (ride, ndr)". Gasp evita poi di parlare di un possibile nuovo interesse per Endrick: "Non chiederò nulla a Mourinho. Il mercato di gennaio è lontano, domani ci sarà un evento che manca da tanti anni e penserò solo a quello".
In conferenza al fianco del tecnico c’è proprio Malen, reduce dal rosso di Como e voglioso di riscattare la finale di Champions persa col Real nel 2024. L’olandese parte proprio dall’episodio del Sinigaglia: "Sono molto deluso per il rosso, ma la mia intenzione non era certo di far male. Ho chiesto scusa ai miei compagni per averli lasciati soli, per me è stato stressante dover vedere l’ultima mezz’ora negli spogliatoi. Ora bisogna concentrarsi su noi stessi senza pensare alla differenza col Real che resta una squadra fortissima".
Poi torna proprio sui due precedenti con i Blancos: "Ora giocheremo in casa e il nostro pubblico ci darà una bella mano. Abbiamo l’opportunità di goderci una bella serata e penserò solo a questa sfida". Malen individua anche iil fattore principale che lo sta portando a chiudere un 2026 incredibile: "È stato determinante Gasperini per la fiducia che mi ha dato da subito. Poi ci sono stati altri fattori che hanno contribuito al miglior ambientamento possibile in Italia".
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