Gazzetta dello Sport
October 13, 2026
"Già devi avere qualche problema nella vita se fai l'arbitro secondo me, ma adesso mi hanno rotto davvero le scatole". Le parole choc di Alessandro Gaucci, figlio di Luciano e attuale presidente del Perugia, dopo la partita persa in casa contro il Vado nel campionato di Serie C non sono passate inosservate, come era logico.
Oggi è infatti arrivata la replica dell'Aia: "Sono inaccettabili e superano ogni limite della legittima critica sportiva. Insultare gli ufficiali di gara, attribuire loro malafede e denigrare chi sceglie di fare l’arbitro significa ledere la dignità delle persone e dell’intera categoria – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Francesco Massini – Chi ricopre un ruolo dirigenziale ha una responsabilità precisa: contribuire a una cultura sportiva fondata sul rispetto. Dichiarazioni di questo tenore alimentano un clima di ostilità non solo verso gli arbitri, ma nell’intero mondo del calcio, compromettendo quei valori di lealtà e rispetto che devono accomunare tutte le sue componenti. Contrastare la violenza verbale e fisica deve essere un impegno condiviso. L’Aia è al fianco degli ufficiali di gara coinvolti e di tutti gli arbitri che, ogni giorno, svolgono il proprio compito con passione, serietà e senso di responsabilità. Le dichiarazioni e la relativa documentazione sono state trasmesse agli organi competenti per le opportune valutazioni atte a tutelare l’Aia in tutte le sedi, nessuna esclusa”.
Intanto il giudice sportivo ha inibito Alessandro Gaucci fino al prossimo 13 gennaio, vietandogli di svolgere qualsiasi attività in seno alla Figc, di ricoprire cariche federali e di rappresentare la società in ambito federale. Nei suoi confronti è stata inoltre comminata un’ammenda di 500 euro.

Il dirigente nel suo sfogo se l'era presa con l'arbitro Alessio Vincenzi di Bologna e il IV ufficiale Mario Picardi lamentandosi dell'espulsione a Papazov dopo sei minuti, e del mancato calcio di rigore su Van Amersfoort.
"Quello che ho visto oggi non l'ho visto da nessuna parte, un arbitro così non può essere in buona fede. A me non frega niente, mi dessero 100 anni di squalifica, ma io dico quello che penso. Uno scarso che non potrebbe allenare neanche i pulcini nel pollaio. Io devo pensare se rimanere qui o andarmene di nuovo, perché forse sono io quello che dà fastidio, il nome della mia famiglia può andare ancora fastidio, perché è così". Poi ha attaccato anche il quarto ufficiale "un arrogante e una brutta persona".
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