Gazzetta dello Sport
October 13, 2026
Come cambierebbe la classifica di Serie A se invece di prendere in considerazione i risultati del campo si valutassero quelli che sarebbero maturati in ogni partita in base alla produzione offensiva e al rendimento difensivo? Secondo il sito specializzato Understats, in testa ci sarebbe la Juventus, con 14,65 punti attesi, davanti a Inter (13,94), Roma (13,24) e Napoli (11,69).
Ed è un paradosso, se si pensa che la squadra di Spalletti occupa attualmente il sesto posto della graduatoria reale, paga già 5 punti di ritardo dalle capoliste Inter e Lazio e deve comunque fare i conti con una delusione latente dei tifosi.
La spiegazione, però, è tutta in una serie di problemi atavici che i bianconeri si portano dietro da ormai diverse stagioni: il modo di attaccare e la scarsa capacità di concretizzare. Che sono già costati quasi 4 punti alla Vecchia Signora.

Nelle prime sei giornate di campionato la Juve si impone su tutte le avversarie per numero di tocchi nella trequarti rivale, ma è ultima per percentuale di tiri scoccati dall'interno dell'area. Non per questo, però, produce meno gol attesi: sommando una serie di conclusioni da lontano o dalla bassa percentuale di trasformazione in gol, infatti, riesce spesso a prevalere "potenzialmente" sugli avversari.
E, soprattutto, concede pochissimo: appena 2,92 le reti che le squadre affrontate avrebbero dovuto realizzare contro Bremer e compagni, contro le 5 effettivamente incassate. Il problema è che questa mole di gioco non è redditizia perché costringe spesso la squadra di Spalletti a cercare soluzioni difficili, con gli avversari schierati a difesa della propria area di rigore.
Un lungo ruminare intorno ai sedici metri rivali che sembra, però, dare i propri frutti soltanto quando è più la forza della disperazione piuttosto che la manovra a determinare: oltre la metà dei 9 gol segnati dalla Juve (5, il 56%) sono arrivati, infatti, dall'81' alla fine della partita.
La gara di Cagliari ne è stata l'ennesima dimostrazione: 19 tiri su 22 hanno prodotto appena 0,58 gol attesi su 2,39 totali. In pratica, ognuna di quelle 19 conclusioni aveva circa il 3% di possibilità di trasformarsi in gol. In generale, nelle prime 6 giornate la Juventus ha concluso 110 volte verso la porta avversaria, di cui 39 nello specchio, producendo 11,61 gol attesi.
In media, 0,11 xG per tiro, contro gli 0,15 di Milan e Roma e gli 0.14 di Inter, Lazio e Napoli. Sembrano differenze minime, ma in realtà, ogni conclusione di rossoneri e giallorossi ha il 36% di possibilità in più di trasformarsi in gol rispetto a quelle dei bianconeri e ognuna di nerazzurri, biancocelesti e azzurri è maggiore del 27%.
Se a questo si aggiunge che soltanto 6 formazioni (Genoa, Parma, Fiorentina, Como, Bologna e Venezia) hanno avuto una percentuale realizzativa peggiore di quella bianconera (5,9%), ecco spiegato il paradosso di una Juve prima soltanto in potenza.
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