Gazzetta dello Sport
October 14, 2026

L'equilibrio è sempre stato il suo mestiere. Luciano Valente si è abituato fin da piccolo a barcamenarsi tra due mondi: da una parte l’Italia (padre romano, Roberto, ex terzino con un passato nel Siena e nella Maceratese), dall’altra l’Olanda, il Paese della madre dove lui è nato, cresciuto e diventato un calciatore.
La sua sliding door c’è stata poco meno di un anno fa: aspettava la chiamata del ct Gattuso invece è arrivata quella di Koeman. Così il sogno azzurro del ragazzo di Groninga, cresciuto guardando la Lazio e i video di Miroslav Klose e voluto fortemente al Feyenoord da Robin van Persie, è sfumato e l’oranje è diventato il suo colore dominante, anche se una parte di sé continuerà a sentirsi italiana.
Quella più istrionica e sbarazzina, bilanciata dalla concretezza e dalla praticità ereditate dalla madre. Stasera Valente sarà titolare per la decima volta in questa stagione con il Feyenoord e si nutrirà della spinta del De Kuip per far vedere agli italiani che cosa si sono persi.
"Ho giocato nelle Under con l’Italia - ha raccontato in conferenza stampa - ed ero aperto ad ascoltare tutte e due le nazionali. Dall’Italia nessuno si è più fatto sentire, poi è arrivata la chiamata di Koeman e la scelta a quel punto è diventata semplice. Il calcio italiano l’ho sempre seguito, da piccolo guardavamo la Serie A perché mio padre è tifoso della Lazio. Il mio idolo era Klose, anche se io sono un centrocampista e lui una punta. Il Como è una squadra molto offensiva come noi, gioca un bel calcio. Nico Paz è un giocatore fantastico".

Valente ha giocato con l’Italia in Under 19 e 20, poi è stato convocato dall’Under 21 olandese (esordio proprio contro gli azzurrini) e a novembre 2025 è arrivata la prima chiamata per il doppio impegno oranje contro Polonia e Lituania: ha debuttato nella seconda partita entrando al posto di Xavi Simons.
Il Groningen è stata a lungo la sua seconda pelle: dopo la trafila nelle giovanili ha esordito in Eredivisie ma ha assaggiato anche l’amarezza per la retrocessione. Il Feyenoord l’ha acquistato nell’estate 2025 per 7 milioni di euro, voluto fortemente dal suo ex allenatore Van Persie.
"Ha intuito ed è dotato tecnicamente, fa passaggi decisivi e ha grande voglia di migliorare. Per me è un giocatore speciale", ha detto di lui l’ex attaccante. La sua prima volta al De Kuip è stata da film, con l’arrivo in elicottero insieme agli altri nuovi acquisti. "Soffro l’altitudine - ha detto dopo l’atterraggio - non mi piaceva molto stare lassù, preferisco avere i piedi per terra".
Al Feyenoord gioca con la fascia da capitano al braccio e si sdoppia tra mediana e attacco: un po’ centrocampista nel 4-2-3-1, posizione in cui si sente più a suo agio, un po’ esterno nel 4-3-3. In questa stagione ha già segnato 4 gol, tutti in Eredivisie, e si gode il primato in classifica in campionato.
In Champions però il debutto è stato da dimenticare: pesante ko contro il Barcellona. L’occasione per il riscatto gliela offre il Como, la squadra giusta per solleticare il suo orgoglio italiano.
Article by Gazzetta dello Sport. GoalingBreak shows the text for easier reading: all rights remain with the publisher.
Read the original →