Gazzetta dello Sport
October 14, 2026

L’unica squadra in Europa migliore del Potenza, per il momento, è il Barcellona. Non è un’iperbole, lo dicono i fatti: considerando le prime tre leghe dei top 5 campionati (Italia, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna) solo i blaugrana, 34 gol in otto partite, hanno segnato più dei lucani.
Il Potenza ha infatti messo a referto 24 reti in 9 gare, l’ingrediente principale del successo di una squadra che al momento guida in solitaria il girone C di Serie C. Una media di quasi tre gol a partita, con una sola gara senza segnare (0-0 a Bari) e numeri che sono migliori delle big europee. Il Real Madrid, ad esempio, è a quota 19 in otto partite.
I campioni d’Europa del Paris Saint-Germain sono a 11 in sei gare, e addirittura il Bayern Monaco, che ha però disputato solo cinque giornate, è a 16, a otto gol di distanza dal Potenza. In Italia solo l’Inter, con i suoi 18 gol, può avvicinarsi ai ragazzi di Tisci o superarli (i nerazzurri hanno al momento una media gol superiore, 3 a partita contro i 2,7 dei lucani).
Il secondo miglior attacco dei migliori campionati d'Europa vola altissimo e sta regalando un sogno ad un’intera città: quello della Serie B, che manca dal 1967/1968, da ben 59 anni. Grazie a una media gol pari a quella del Manchester City, a punteggio pieno in Premier League, e un entusiasmo capace di coinvolgere tutta la popolazione.
Sul Potenza primo in classifica a 22 punti, forte della miglior partenza della propria storia in Serie C, c’è la mano di Ivan Tisci. Ex centrocampista di buon livello, invischiato in uno scandalo per calcioscommesse che lo ha portato alla squalifica nel 2011 e a un ritiro prematuro dal calcio di alti livelli, ha conseguito prima il patentino da direttore sportivo, poi quello da allenatore.
Dimostrandosi decisamente all’altezza della carica già nelle precedenti esperienze, come dimostrano i due settimi posti di fila ottenuti con una realtà piccola come il Pineto e un calcio sempre improntato all’attacco. Ereditando un Potenza reduce da un’ottima stagione, con la vittoria della Coppa Italia Serie C e i quarti di finale playoff persi solo contro l’Ascoli, Tisci ha alzato il tiro della squadra rendendola una macchina da gol capace di guardare da pari le grandi del girone come Bari, Salernitana (unica capace di battere i lucani) e Catania.
Guadagnando una popolarità enorme, al punto che una paninoteca della città gli ha intitolato lo speciale panino del mese di ottobre. Con hamburger e prodotti tipici, chiamato "Capitan Tisci". Che il mister, consolidando il rapporto con il popolo potentino, è andato subito a provare. Una cena che ha portato bene.

La vittoria per 3-1 a Foggia ha confermato quanto di buono fatto finora dal Potenza, guidato da un tridente d’attacco capace di mettere a segno già 11 gol e 8 assist. Gabriele Selleri, 4 gol e 3 assist, classe 2003, e Luca Petrungaro, 4 gol e 2 assist, classe 2000, sono gli assi nella manica del Potenza che sogna, entrambi già capaci di pareggiare le reti messe a segno in tutto lo scorso campionato.
Completa il tridente del vigoroso 4-3-3 di Tisci l’esperto D’Auria, protagonista di 3 gol e 3 assist. Da anni non si assisteva ad una squadra così bella, e soprattutto efficace, in quel di Potenza. Capace di tornare a riempire gli spalti dello stadio "Alfredo Viviani" e di riavvicinare la gente al club di casa, il vero obiettivo del presidente Donato Macchia.
Nessun investimento folle, acquisti puntuali e oculati sotto il direttore sportivo Giuseppe Di Bari e una crescita costante fino a "Potenzaland": un termine introdotto nelle ultime settimane dalla stessa squadra sui social e diventato virale, che comunica l’entusiasmo da parco divertimenti che si sta raccogliendo intorno ai ragazzi di Tisci.
Ben dodici giocatori a segno, età media 25 anni (23 quella del centrocampo guidato dal gioiellino 19enne Augusto Bando) all’insegna del gruppo e della sostenibilità del progetto. Come si dice in Basilicata, rendendolo in italiano: "acino acino si fa la macina", cioè a piccoli passi si raggiunge la meta sperata.
A Potenza lo sanno bene e dopo anni di lavoro silenzioso e buoni piazzamenti, con un attacco paragonabile a quello delle big europee e superiore a tutti in Italia, guardano con vera speranza ad una promozione che manca dall’unica del 1962/1963. Il campionato è lungo, ma la strada intrapresa è quella giusta. E nel frattempo, di certo non ci si annoierà a "Potenzaland". Un modello funzionante, garanzia di spettacolo.
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