Corriere dello Sport
October 14, 2026

Le prossime cinque partite serviranno a capire quanto vale davvero la squadra di Gattuso, prima in classifica con l'Inter
ROMA - Il diktat interno è chiaro: non guardare la classifica. La Lazio è prima, ma Gattuso continua a ripetere lo stesso comprensibilissimo concetto: vietato lasciarsi trascinare dall'entusiasmo e iniziare a immaginare traguardi oggi ancora lontanissimi.
"Siamo primi, ma non c'entriamo niente, noi dobbiamo vivere alla giornata. Non dobbiamo guardare alla classifica, altrimenti gira la testa. Il solo nostro obiettivo è allenarsi come si deve e avere rispetto delle regole". Parole utilizzate per tenere tutti con i piedi ancorati al terreno, proprio mentre sta per cominciare un ciclo di fuoco.

Cinque partite separano infatti la Lazio dalla prossima sosta per le nazionali di novembre. Cinque tappe che, per avversari e calendario ravvicinato, rappresentano il primo vero esame di maturità della stagione. Si comincia con la Juventus a Torino, si proseguirà all'Olimpico contro il Parma, quindi la trasferta di Reggio Emilia con il Sassuolo. Poi ancora in casa con il Cagliari e infine il Napoli al Maradona.
Un percorso che mescola grandi appuntamenti e partite apparentemente più accessibili, ma proprio per questo nasconde ostacoli differenti. La prima risposta arriverà immediatamente. All'Allianz Stadium sarà un test tecnico, fisico e soprattutto mentale. Gattuso vuole capire se i principi costruiti in questi mesi possano resistere anche quando si alza il livello dell'avversario e diminuiscono tempo e spazio per giocare.
Poi cambierà completamente il tipo di verifica. Parma, Sassuolo e Cagliari (altra grande sorpresa di questo avvio di stagione) saranno partite nelle quali la Lazio dovrà dimostrare di saper gestire anche il peso del pronostico. Alla fine del percorso ci sarà il Maradona, il punto più alto del ciclo insieme alla trasferta juventina.
Dal confronto di Torino a quello di Napoli, passando attraverso tre gare nelle quali servirà soprattutto continuità: soltanto allora forse sarà possibile tracciare un bilancio più completo. Di certo Gattuso non vuole farlo adesso.
Niente programmi, tabelle o obiettivi a lunga scadenza. La formula resta quella del brevissimo orizzonte, dell'allenamento successivo, della prossima partita. È anche il modo scelto per proteggere una squadra che si ritrova lassù prima di quanto chiunque potesse immaginare.
La classifica oggi dice meritatamente primo posto, l'allenatore riporta tutti con i piedi per terra replicando che la Lazio con quelle posizioni "non c'entra niente". Le prossime cinque partite però saranno un bel banco di prova. Perché il diktat impone di non pensarci nemmeno, ma a stare lassù tutti nello spogliatoio cominciano a prenderci gusto.
Article by Corriere dello Sport. GoalingBreak shows the text for easier reading: all rights remain with the publisher.
Read the original →