Tuttosport
October 14, 2026

L'obiettivo è ricominciare da quanto visto nella ripresa dell'ultimo match. Ora serve ripartire bene in Europa League contro il Celta Vigo
TORINO - Ha difeso la prestazione di Cagliari, Luciano Spalletti. E ieri l’ha ribadito anche alla squadra, con le solite, comprensibili, nettissime formule. Del tipo: «Continuiamo così», o almeno con quanto visto nella ripresa, che non poco gli è piaciuta. E ancora: «Serve di più», e s’intenda più personalità, più vigore, più presenza.
Naturalmente, pure più “faccettine di...”. Perché molto sta proprio qui: nella gestione dei momenti, nell’evitare di sciogliersi se ci si scotta appena. E in queste sensazioni che non vanno via, che dal pari con i sardi si sono intensificate, esattamente come il nervosismo del tecnico riguardo alla situazione.
Non si spiega il gol preso, Lucio. Né ha la forza di condannare la sfortuna in esclusiva: c’è dell’altro, lo sta cercando. Il timore è ritrovarlo in una pochezza, tanto di spirito quanto d’attenzione. Comunque, la promessa della società di un nove a gennaio un po’ ha saputo mitigare le frustrazioni, ha calmato le acque subito dopo l’accumulo delle prime onde.

Già ieri era sereno. Anzi: desideroso di dare una sterzata diretta, di recuperare prima i sorrisi e allora i punti. Pur tenendo bene in mente il tema centrale, che è opprimente: è una Juventus incapace di sfogare la mole di gioco, perciò resta tappata. Persino nelle intenzioni.
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