Corriere dello Sport
October 15, 2026

É nato in Italia, ma non ha ancora scelto. Per ora sicura la partecipazione con i baby tedeschi, poi ci penserà

È cresciuto nel mito di Pippo Inzaghi, rischia di diventare l’erede di Klose e Gerd Müller. Nicolò Tresoldi, tifoso del Milan e centravanti del Bruges, ha stoppato Mancini e Klopp, prendendo tempo sino al giugno 2027, quando affronterà l’Europeo Under 21 con la Germania, di cui è la punta di diamante: 16 gol in 27 presenze.
È italiano, naturalizzato tedesco dal 2022, e può ancora cambiare nazionalità sportiva, accettando la proposta della Figc: solo in estate prenderà una decisione. Dopo il debutto, con l’Italia di Mancio o la Germania di Klopp, non potrà più tornare indietro. Ieri in aeroporto festeggiava l’impresa di Champions leggendo il Corriere dello Sport-Stadio. Il calcio italiano lo ha scoperto dopo la notte di San Siro e la tripletta all’Inter.
A Coverciano se ne parla da qualche mese. I colloqui con Mancini e Ranieri, presidente del Club Italia, risalgono a fine agosto. Il ct lo aveva preconvocato per le prime partite di Nations ed era convinto di aver ottenuto la sua disponibilità. Tresoldi, dopo l’iniziale apertura, ha congelato il discorso, prendendo tempo.
La Germania non intende farselo scappare. Rudi Voeller, direttore della nazionale tedesca, lo aveva inserito nella nazionale U19 nel 2022. «Spero che entro giugno diventi al 51% italiano e al 49% tedesco» ha spiegato Mancini durante il ritiro azzurro, cercando di comprendere i dubbi del ragazzo, sbocciato nel vivaio dell’Hannover. Caso limite, perché non si tratta di un oriundo.

Nicolò è nato a Cagliari il 20 agosto 2004 ed è cresciuto a Gubbio, dove giocava (a ottimi livelli) anche a tennis e venne convocato per un raduno nazionale under 12. Figlio d’arte con precedenti azzurri in famiglia. Già perché il papà, Emanuele Tresoldi, ex difensore dell’Atalanta, giocò in Serie A e diventò campione d’Europa nel 1994 con l’Under 21 allenata da Cesare Maldini.
Come e perché Nicolò dovrebbe dire no all’Italia? L’attesa si spiega con il percorso. Nel 2017, quando aveva 13 anni, la famiglia si trasferì in Bassa Sassonia per seguire la mamma, di professione hostess, argentina di nascita. Anche il ct Scaloni, qualche mese fa, lo avrebbe sondato.
«Italiano? Sì, ma sono anche tedesco e argentino per parte di mia madre». La battuta di Nicolò, subito dopo la partita tra Bruges e Inter, non era casuale. Nei prossimi mesi, però, sceglierà tra Italia e Germania. «Ho parlato con Mancini e con Klopp, prenderò la decisione giusta nel momento migliore».
Da una parte ci sono le origini e la passione per il calcio italiano. Dall’altra il percorso sportivo, Nicolò si sente parte del gruppo U21, è stato allevato dalla DFB, Nagelsmann prima di Klopp voleva convocarlo. La federazione tedesca ha avuto un peso notevole nella sua carriera.
Negli anni scorsi, quando stava esplodendo con l’Hannover, si è sentito trascurato dalle giovanili di Coverciano. Ora non vuole sbagliare. Mancini non si è fatto sfuggire Romano, Doumbia, Zoma e lo vuole fortemente.
Pensando al Mondiale 2030, Tresoldi formerebbe con Pio una gran bella coppia, ma l’esito del corteggiamento non è scontato. Klopp non molla. Bisogna fare leva sui sentimenti e sperare che la notte di San Siro abbia illuminato la parte azzurra del suo cuore.
Article by Corriere dello Sport. GoalingBreak shows the text for easier reading: all rights remain with the publisher.
Read the original →